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Man Of The Week: Ciro Immobile, un sogno Mondiale

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Succede tutto in un pomeriggio di “ordinaria follia”, sotto il cielo grigio e cupo della Capitale. Prima però, facciamo un piccolo passo indietro. Nella vita, per arrivare, per affermarsi diciamo, ci sono tante strade che portano alle luci della ribalta. In questo caso, nel nostro caso per meglio dire, (cioè nello sport più bello del mondo, il calcio ovviamente) è un mix di tanti ingredienti che, se mescolati nelle giuste dosi possono dar vita alla ricetta della felicità. Puoi avere talento (che da solo non basta però), e sfruttare un dono divino che, ti permette di vedere le giocate prima dei tuoi compagni/avversari, e diventare un fuoriclasse. O puoi nascere, affammato, cattivo (sportivamente parlando ovviamente) con la voglia di emergere, disposto a fare del sacrificio la tua costante di vita e coniugarlo durante ogni allenamento. Ecco se poi aggiungiamo queste caratteristiche, ad un senso del gol innato, classico del 9 puro, L’attaccante, quello che in area, lotta e sgomita e che segna, sempre, anche gol sporchi, bene il cokctail è servito,(bere con cautela può essere pericoloso). È la storia di un bomber, (adesso va di moda chiamarli così) tutto Italiano, venuto dal Sud, che dopo alti e bassi adesso, vuole prendersi sulle spalle la sua Nazionale. Cresce nelle giovanili della Juve, senza mai diventarne protagonista nei grandi però. Il ragazzo cresce in fretta e Torino diventa casa sua, l’altra sponda però lo accoglie a braccia aperte e Ciro, diventa Ciro il grande all’ombra della Mole, e di Mister Ventura, che lo esalta, in coppia con Cerci. 21 gol, e trono dei bomber per Ciro, che gli valgono un biglietto per Dortmund, dove si aprono le porte della Champions. Il ragazzo è forte, merita, ma non riesce ad ambientarsi, è un uomo del Sud, il legame è troppo forte con la sua terra, la sua famiglia. Così dopo una breve parentesi al Siviglia, Ciro torna in patria .6 mesi, di nuovo al Toro, di nuovo con Ventura (che ritroverà poco dopo) prima di un altra grande sfida. La nuova Lazio di Inzaghino, lo mette al centro del progetto insieme a Biglia e Keita, e dalle geometrie del primo, gli strappi del secondo e soprattuto i gol del “nostro ragazzo” passa la grande stagione biancoceleste. 23 Gol in campionato, che gli valgono un posto ai piedi del podio dopo firme illustri (Belotti, Dzeko, Mertens), in compagnia di un altro collega del gol, un certo Gonzalo. Stagione super che gli vale il pass per le qualificazioni Mondiali, che Ciro gioca da protagonista, facendo 6 gol, l’ultimo di importanza vitale, salva risultato contro Israele. Dall’azzurro Italia, al celeste Lazio. La stagione inizia da dove era finita quella scorsa, anzi meglio. Doppietta alla juve, e supercoppa in bacheca! Poi altra incornata in quel di Verona contro il chievo, fino ad arrivare ad un pomeriggio di fine estate, sotto il cielo piovoso della Capitale. All’Olimpico arriva il nuovo Milan, con tante figurine nuove e centinaia di milioni in campo e in panchina. Nuovo Milan, vecchio Ciro che, Immobile non riesce proprio a stare, anzi. Di rigore, di precisione da pochi passi con in mezzo un demivolè che si spegne nell’angolo basso. Tripla esultanza, tutti ad abbracciare l’11, che gioca da 9, che fa pure l’assist per il quarto di Luis Alberto e demolisce Bonucci e compagni. È la storia di Ciro Immobile, che con la fame, il sudore e il sacrificio si è preso la sua Lazio ed è salito sul palcoscenico dei grandi. 4 Gol nelle prime 3 partite, la marcia a suon di +3 è ricominciata, ai fantallenatori che lo hanno preso, che dire, BRAVI! Un +10 che lo consegano  di diritto, nel Man Of The Week. Immobile è pronto a segnare e  sognare ancora, il sogno di un ragazzo venuto dal Sud, che in un pomeriggio di ordinaria follia ne ha fatti 3 al Milan, un sogno con contorni di Azzurro, un sogno Mondiale.

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