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Man Of The Week: Paulo Dybala, la grande Bellezza

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Eccezionale e irripetibile capacità inventiva e interpretativa del fisico e dello spirito umano, che si manifesta in determinati individui: è il Genio. Per definizione e per natura se vogliamo, qualcosa di unico che esula dalla normalità, e traccia un confine mai esplorato prima. I geni, continuano, vanno oltre, dove gli altri si fermano anzi nemmeno ci avevano pensato. Lo si ritrova nei molti, anzi in tutti gli ambiti della nostra Vita, e lo si riconosce subito. Si coniuga in vari modi, ma il risultato è quasi sempre lo stesso. Nel mondo del pallone, il nostro universo preferito, il genio ha sempre fatto la differenza. È un dono divino e come tale, va sfruttato e custodito con cura, coccolato quasi e al momento giusto tirarlo fuori. È una premessa doverosa da fare, per entrare in un argomento, anzi nelle gesta di un ragazzino, “scelto” da qualcuno più in alto di noi, per far qualcosa a questo sport, per cambiarlo (in meglio), e per noi che lo ammiriamo, bisognosi di idoli in campo e fuori custodi delle nostre speranze. A loro domenica dopo domenica, anzi partita dopo partita affidiamo un tremendo bisogno di  felicità e di gioia (o joya.. tanto è uguale). Capacità intellettuale non comune associata a genialità o estro vivace. Questa è l’altra definizione chiave per capire di chi stiamo parlando. Il talento, altro componente della vita di questo ragazzo venuto da lontano, baciato dalla fortuna e con un conto in sospeso con il destino. Talento e Genio, uniti e inseparabili, niente se da soli, tutto se abbinati in sincrono. Paulo di strada ne ha fatta, e i sentieri della sua vita non sono stati mai così morbidi. La tortuosità delle sue strade gli hanno strappato via, amore e certezze. A soli 15 anni Paulo, deve fare già i primi conti con la vita. Il padre, che più di tutti cullava il sogno di vederlo su un prato verde se ne va. Il ragazzo però è un Argentino, è forte non può arrendersi, vuole prendere a calci (in tutti i sensi) quel presente bastardo, per costruirsi con il calcio un futuro. Adesso con una motivazione in più, realizzare il sogno di Papà Adolfo, pareggiare i conti con il destino, anzi Vincerlo. La scalata avviene in fretta, il piede segue la testa, il talento (che è enorme) segue il genio, Paulo è nato per il calcio, talento argentino ma genio senza confini. Quei confini di cui parlavamo prima, ecco lui vuole andare oltre, il suo Paese lo ama ma allo stesso tempo gli sta stretto, vuole rompere il passato, quasi come se capisse che ci tornerà qualche anno più in là (con una maglia di discreta importanza, la Seleciòn). L’italia per loro, e l’argentina per noi, hanno rispettivamente un fascino disarmante, come se ci fosse un legame invisibile che ci lega. E nel mondo del calcio, sono in tanti che da lì son venuti qui, Grazie a Dio, uno meglio dell’altro (vabbè per non parlar di Diego, non c’è bisogno). Ti contagiano, loro sono così, ti entrano dentro, con quella andatura maliconica, e quel sorriso che sà di rivincita, di chi ce l’ha fatta. Così le porte dello stivale si aprono per il ragazzo che arriva al sole della Sicilia. Lì incanta tutti, sono due anni intensi e in coppia con un altro nato a quelle latitudini F.Vazquez volano in serie A. Il genio (elemento che ritornerà spesso in questa storia) di Paulo però è in continuo movimento, un viaggio costante alla ricerca della prossima sfida,magari più bella o più difficile. Solo i migliori pensano così e lui vive per diventarlo, e per esserlo devi andare con i migliori. “U picciriddu” il bambino per i Palermitani, fa innamorare la signora, sentimento reciproco tra le parti e per 40 milioni di euro, il ragazzino con la faccia pulita arriva a Torino. Qui la svolta. il bambino, diventa gioiello, joya per l’esattezza. Lo stadium (e non solo) diventano la sua bigiotteria dove ammirare le sue gemme. 21 gol al primo anno di Juve, segna più di tutti i suoi compagni, bhe a lui viene facile. È un tango armonioso, quando l’amico e compagno Higuain lo raggiunge per 90 milioni, 90 come la paura di chi se li ritrova davanti. L’intesa tra i due è un segmento di felicità, nasce l’HD le partite con loro, si vedono e si vincono meglio. Però c’è ancora qualcosa che manca, al terzo anno di Juve appena iniziato, si percepisce che c’è qualcosa di diverso, sulla schiena e nella testa. Il 10 è la scarica elettrica che accende Paulo, non può avere pressione, non la sente, la sua vita è stata per lunghi tratti in salita, è un argentino poi, sa convivere con il peso di chi, deve cambiare le cose, di chi gioca per il gioco. Si prende sulle spalle la squadra e forse non la lascerà più, a soli 23 anni è già grande tra i grandi, segna gol celestiali, di intelligenza nobeliana quasi e di una meraviglia accecante. Di doppia, come in supercoppa e di tripla, due di fila in trasferta, a Genova e l’ultima a Reggio Emilia, dove ha aperto il repertorio d’autore, bello e infinito, e ha attinto colpi di genio e di talento. Sceglie l’incrocio e lo mira, in corsa di sinistro, come sempre, meglio di sempre anzi. Poi punta di nome e di fatto per la doppietta e poi ripunta il sette e lo accarezza con il suo mancino baciato dal signore. 8 gol in campionato, 10 in stagione, due triplette, signori è Paulo Dybala, il nostro uomo della settimana, per chi ancora non lo avesse capito. Record su record, per un talento unico nella nostra serie A e forse nel mondo. Gioca per non essere banale, alla ricerca costante di luoghi da scoprire, in quel rettangolo verde che deve impreziosire per lui e per i compagni. È il genio che incontra il talento, suo padre sarebbe orgoglioso di Paulo, che non può fermarsi, non deve smettere di stupire, la sfida un altra è dietro l’angolo, questo sport ha bisogno di lui, (anche noi, c’è un fantacalcio da vincere) è nato per fare qualcosa, nel lontano 1993, un genio Argentino, il nuovo 10 della juventus, signori e signore Paulo Dybala, la Joya, il talento che ha vinto il suo destino che, regala felicità, ed è pronto per la “Grande Bellezza.”

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