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Man Of The Week: Stephan El Shaarawy, a cresta alta

Forse se ne parla poco di lui, meno rispetto al dovuto sicuramente. Spesso fuori dalle copertine, ma protagonista in campo. Tracce d’egitto solo nel cognome, piramidi solo in testa, cresta in bella mostra e talento tutto italiano. C’è una caratteristica particolare nella carriera di uno sportivo, tanto più se calciatore. Non è un fattore tecnico riscontrabile in campo, ma si tratta più di un valore morale, etico. Quello di attendere il momento giusto, saper sfruttare le occasioni, e portare tutti dalla tua parte. È un esercizio difficile, veder sempre  giocare i tuoi compagni, (da fuori) corre il rischio di logorarti. Devi saper allenare la mente, prima del corpo, star aggrappato al filo, e non perdere il treno quando il mister incrocia il tuo sguardo. Il ragazzo talento ne ha, e lo ha dimostrato sin da subito, a Milano dove però, sogni e speranze sue e di S.siro, si sono infrante troppo presto. Tanti gol, all’inizio i primi 6 mesi, troppo poco anzi niente alla fine. Da milano alla capitale, sponda giallorossa. Al sole del colosseo Stephan ha un altra occasione, l’ennesima forse l’ultima (chi lo sa?). A Roma il ragazzo ritrova felicità, brillantezza e confidenza con la porta avversaria. Gli anni passano però, la concorrenza è tanta, non è più il leader, non piò esserlo in quella squadra che già ne ha tanti forse troppi. La maglia da titolare delle prime uscite deve convivere con una panchina, sempre accettata in silenzio e in punta di piedi. Dopo due stagioni agli ordini di mister Spalletti, a roma arriva il Di Fra. Nuovo progetto, ma tante idee per Eusebio che ritrova la sua roma, e deve riuscire a convivere con le pressioni della piazza e provare a riportare in alto la Lupa. Il suo è un calcio propositivo, tanta tecnica e qualità offensiva. Un 4-3-3 che sembra cucito addosso del nostro piccolo faraone, che ormai tanto piccolo non lo è più. Stephan sembra vivere di nuova linfa in questo inizio di stagione, il mister ha una grande considerazione del ragazzo, e la fascia inizia a calpestarla e non più a guardarla dalla panca. Sembrano fatti l’uno per l’altro, le qualità di El Sha sposano benissimo i dettami tattici e tecnici del nuovo mister, e l’intesa con i compagni di reparto Dzeko e Perotti sembra già cementata. Il ragazzo cerca, prova e trova (finalmente) la giocata, non si pone limiti, va oltre il compitino gioca come deve fare chi ha talento, vuole andare oltre. L’ultima puntata è da Happy Ending, il lieto fine lo scrive contro la “leggera” difesa dell’Udinese, ritrovando la gioia personale. Prima un esterno soft, che accarezza l’angolino alto e poi la difesa friulana festeggia il natale in anticipo e a Stephan non resta che scartare il regalo di Larsen, per il più facile dei piazzato da 2 metri. Gioia doppia, tutto in un pomeriggio d’inizio autunno. I tifosi lo amano, ma da sempre, il suo mister lo considera ormai una pedina preziosa per il suo schacchiere. Forse se ne parla troppo poco, non ha l’identikit dell’uomo copertina, ed è anche per questo che è di prepotenza il nostro Man Of The Week. La sua forza è quella di attendere il momento giusto e riversare in campo, rabbia, orgoglio e talento, per il Faraone che vuole tornare a volare, con l’egitto nel cognome, e il talento tutto italiano, sempre a testa, Pardòn, a cresta alta.

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