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Man Of The Week: Radja Nainggolan, ninja, anzi SUPEREROE

C’era bisogno di lui. Tremendamente bisogno. Lo aspettavano tutti, i suoi tifosi, che ormai ogni domenica acclamano anzi invocano il suo nome. Il suo allenatore, il quale non gli rinuncia mai, non può e non deve. I suoi compagni, che, nel momento di bisogno si affidano a lui, tanto non la perde mai. Radja c’è, sempre. Lo trovi lì, in mezzo, a fare la guerra a sudare a battersi il petto, spesso gonfio d’orogoglio e alto, come quando esce dalla mischia palla al piede. In campo si vede che non è come gli altri, il suo mister  non riesce a fare a meno di lui, anche se non al meglio. È la settimana che ferma una città, il Colosseo giallorosso, il cielo biancoceleste. È DERBY! Servono i migliori, i fedelissimi, gli uomini giusti per non sbagliare. Il 4 giallorosso arriva dalla nazionale un pò acciaccato, i problemi all’inguine non sono il miglior biglietto da visita per il Di Fra, che spera in un recupero lampo del suo guerriero. Tutti lo vogliono in campo, cìè bisogno di lui. Lui infatti stringe i denti, e recupera. Gioca. Il sacrificio è sempre stato fedele compagno di viaggio del belga, la voglia supera il dolore, la partita troppo importante per restare a guardare. L’arena è pronta, piena, bellissima, e perfettamente colorata. La Nord celeste, la Sud al solito giallorossa. Nel primo derby senza Totti, serve un gladiatore d’eccezzione, l’elmetto numero 4, lì al suo posto. La guerra può partire. Il ninja inizia forte, capisce i momenti della partita, gioca un calcio sontuoso. Non ditegli che è solo grinta, (poi si offende) sà quando andare di fioretto, e quando di sciabola. Recupera, gira, parte. L’equilibrio però cammina per tutti i primi 45 min. La ripresa è un altra musica, anzi un altra Roma. I giallorossi vanno di là con la convinzione di ferire la preda, che abbocca puntuale. Kolarov inizia il percorso a ostacoli nell’area di rigore laziale, la gamba di troppo è di Bastos, che lo stende. Si va dagli 11m, la specialità di casa Perotti, che non sbaglia infatti. L’aquila è stordita, la Lupa ha fame, e macina gioco. De rossi e compagni escono meglio palla al piede, creano occasioni. L’odore del nemico sveglia i muscoli di Nainggolan, che scippa palla sulla mediana e punta la porta. Il colpo del K.O. è servito. A testa alta, mirino sulla porta, destro terrificante che saluta Strakosha. La corsa è di quelle belle, sotto la sud. La prima stracittadina senza Francesco, senza Capitano, serviva un colpo del ninja, serviva caricare la sua roma sulle spalle del nuovo guerriero Capitale, il nuovo SUPEREORE, come lo ha definito il suo allenatore. Il rigore di Immobile serve solo alla paura, giù il sipario, è festa Roma. Dubbi e fantasmi scacciati via, dal destro del numero 4. C’era bisogno di lui, nella partita più importante è arrivato, mancava a tutti, Radja, il guerriero che in un colpo solo ha spazzato via il dolore e si è preso la sua Roma sulle spalle. Chiamatelo Supereroe. 

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