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Man Of The Week: Bryan Cristante, una settimana da DEA

Sembra un film, anzi sembrava. A lieto fine ovviamente. Tutto perfetto, la settimana perfetta anzi. Una settimana da Dio, pardòn, da DEA. L’attore protagonista è un ragazzo di 22 anni, che adesso finalmente si sta prendendo le sua rivincita. Una storia che parte da lontano, che inizia presto. Il ragazzo ha talento, il settore giovanile dove coltivarlo è quello rossonero. Tra i campi di Milanello, Bryan, culla sogni e speranze. Il calcio dei grandi è lì, vicino troppo bello per restarci fuori. Il passo è breve, l’idendikit corrisponde alla voce predestinato. L’esordio è da record. Il viso tradisce la purezza, i sorrisi l’ingenuità dei piccoli. A 16 anni Cristante è uno dei più giovani calciatori ad esordire in champions. Due anni dopo, il premio maturità coincide con l’esordio nella massima serie. La personalità, richiesta dalla categoria non si fa attendere, le prestazioni sono testimonianza di un nuovo talento. Arriva anche la prima gioia, a S. Siro, contro l’Atalanta, si perchè con il destino Bryan, ci ha fatto un patto. Al Milan però, la concorrenza è alta, i minuti pochi. L’Italia sta stretta, serve cambiare aria. Il talento c’è ma deve essere messo in mostra. Inizia il viaggio della speranza per il ragazzo del destino. Prima in portogallo nel Benfica. Poi il ritorno in patria. Palermo e Pescara però troppo poco per mettersi in luce. L’occasione arriva la scorsa stagione. È il laboratorio per talenti più importante d’Italia. La gioielleria Atalanta, ha la forza e la voglia di credere in un altro dei suoi giovani. I giovani d’oro della Dea. Bryan, alle direttive del maestro Gas (un altro che con i giovani, ci sa fare) rinasce, anzi si riconferma. È un trequartista, da i piedi buoni. Anzi no è una mezz’ala, che occupa gli spazi in fase offensiva, per poi chiuderli quegli spazi quando c’è da difendere. È tutto questo. Qualità, inserimenti, corsa e sacrificio. Il talento e l’impegno. E gol.  Che iniziano ad arrivare con continuità, belli, sporchi e pesanti. C’è ne per tutti. Dopo la scorsa stagione chiusa a quota 3, quest’anno arriva la consacrazione. Di testa, e di destro, da fuori e da dentro. L’asse con Gomez, è il segmento della felicità, chiedere a Buffon e compagni. La stagione di Cristante è un escalation di emozioni, fino agli ultimi 7 giorni. La sua Atalanta si veste di gala, l’abito è d’Europa. Si va di scena al Goodison Park. L’everton e la storia contro la cenerentola bergamasca. La favola però la scrivono gli uomini del Gasp, che strapazzano i padroni di casa per 0-5. Apre le danze, proprio lui, due volte addirittura. 1 a 0, e 3 a0 0, di testa, come sempre, su parabola dell’amico e compagno Papu. Archiviato lo show Europeo, lunedì è di nuovo tempo di campionato. Gli atleti azzurri è terreno fertile per Papu e compagni, imbattuti nelle mura amiche. Lo scontro sulla carta è di quelli soft, il Benevento è troppo poco, e gli zero punti in classifica non spaventano. La gara però, diventa spigolosa, l’equilibrio regna sovrano. Serve un guizzo. L’inserimento vincente è del numero 4, che arriva a fari spenti. Destro secco, e biglia in buca d’angolo. 1 a 0. Ancora lui. La stagione di Bryan Cristante sta per entrare in un magic moment, forse è l’anno della definitiva ascesa nel grande palcoscenico. Forse in quel pomeriggio di S. Siro, quel gol contro l’Atalanta era la firma del patto con il destino. Adesso è tornato, e forse se ne sono accorti tutti, soprattutto dopo gli splendidi, magici ultimi 7 giorni. Proprio come nei film. Una settimana da Dio, pardòn da DEA.

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