ManOfTheWeek

Man Of The Week: Alberto Brignoli,è successo l’impossibile!

Come nelle favole. È una storia incredibile, magica, come una favola appunto, a lieto fine ovviamente. Ecco che dopo la tempesta, dopo il naufragio, arriva un pò di luce, un piccolo barlume di sogni e speranze, a cui aggrapparsi anche solo per un minuto un istante in cui tutto sembra essere cambiato. La felicità si sa, è  gioia effimera, spesso dura pochi attimi e devi avere la forza e il coraggio di goderli a pieno, assaporarla in ogni suo dettaglio anche se passeggera. Può durare un secondo, o un minuto. Essa è inseguita dall’uomo per tutta la sua esistenza, a volte serve impegno e sacrificio (anche un pizzico di incoscienza) per raggiungerla e basta poco, pochissimo per perderla. Nel calcio, metafora della vita, sono riposte in quella piccola sfera, desideri, passioni, sorrisi e lacrime. Tutto in 90 min, da un fischio all’altro. Devi avere forza, devi credere alle idee. In fondo basta poco per cambiare tutto, anche un minuto, il 95 per la precisione, un volo di paura e speranza, la favola è scritta, è successo l’impossibile. Andiamo al campo, la cosa che ci più ci piace raccontare, l’unico sovrano, il prato dal quale escono verdetti, sentenze, emozioni pure. È la cenerentola del nostro torneo, il Benevento, contro la regina (senza trono) del mercato, il Milan, il nuovo milan di Rino Gattuso. Al Vigorito arrivano Suso e compagni, la storia sembra già scritta. Il milan 2.0 pronto a ringhiare come il suo mister, in faccia al piccolo Benevento. Gli 0 punti in classifica, sono un macigno troppo grande per gli uomini di De Zerbi, i fantasmi che girano nelle menti dei giocatori non hanno intenzione di andare per altri lidi. Serve una svolta, un episodio, una segnale, una scossa. Tutto però sembra andare per la normalità delle cose. I rossoneri calano il jack di cuori, che risolve in mischia e fa 1 a 0, all’alba dell’intervallo. Si riapre. Anzi si apre la partita dei padroni di casa, troppo imballati nel primo round. Il minuto è il 50, l’ora è quella giusta, forse. Su corner, la difesa milanese respinge male, Letizia scaraventa in porta tutta la rabbia del mondo, che non basta. Donnarumma para, ma corto, e Puskas corregge. Le tribune traballano, 25 mila anime in un coro solo.  Il “Dai ragazzi non mollate”, però dura troppo poco. Al 57 esimo, Bonaventura pettina sulla testa di Kalinic, che quest’anno ne ha sbagliati tanti, ma questo non può fallirlo. Da solo a 0 metri firma il sorpasso. Il vento torna quello gelido, sembra la solita, triste domenica di Dicembre. A 15 dalla fine però Romagnoli ha altre idee, la partita per il difensore azzurro finisce con largo anticipo, sotto la doccia, è rosso. Serve reagire, ora. Potrebbe essere quel segnale quella scossa, in grado di accendere i cuori e i piedi dei campani. Il cronometro non è alleato fedele, e tremendo scorre inesorabile. Si avvicina la sirena, sempre la solita storia. Lotta, sacrificio, corsa, per raggiungere qualcosa di insperato, qualcosa di bello. Il tabellone impietoso segna 95 sulla lancetta, Abate stende il diretto avversario sull’out di sinistra. Punizione. L’ultima. Sugli spalti si prega, in campo si soffre. Non si può restare a guardare, fa male da lontano, sale anche il portiere Brignoli. Sulla sfera va Cataldi, serve metterla bene, con la forza delle idee e della mente. Il pallone arriva in area discretamente bene, poi il resto. È un tuffo, al cuore e non. È un volo d’angelo, di paure, di sogni di speranze di preghiere. Tutta una vita a lavorare per difendere la propria porta, la propria casa. I pali come migliori amici, da proteggere e custodire con cura. È il paradosso più folle di questo meraviglioso sport. Ha SEGNATO BRIGNOLI, è successo l’impossibile. La storia del numero 1 che va contro i suoi princìpi, che tradisce i suoi ideali. 90 min a combattere contro chi, il gol lo deve cercare, indipendentemente dal ruolo, difensore, centrocampista o attaccante che sia. Sempre lontano, a soffrire in silenzio, un uomo solo. In un minuto, cambia tutto. Il mondo sottosopra. Un volo, un gol stupendo, incredibile, irraggiungibile. E poi l’urlo, la corsa, le lacrime, la gioia. L’arbitro fischia tre volte, giù il sipario. È festa. È una storia di numeri 1, come Brignoli, 1 come il primo punto in serie A delle streghe. Come nelle favole, un incredibile storia di magia e di passione. È la felicità che si palesa, in un istante, un minuto in cui cambia tutto. Forse non servirà alla salvezza del Benevento, ma non ditelo a Brignoli e compagni, non svegliateli. Loro stanno ancora esultando. In fondo basta godere, anche per poco e sorridere di un racconto a lieto fine, di una partita dove è sucesso Tutto e il contrario di Tutto, come nelle favole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *