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Man Of The Week: Franck Kessiè, Ringhio 2.0



Nella rinascita del nuovo Milan c’è tanto di questo giocatore, questo ragazzone africano sempre sorridente. È una crescita in simbiosi quasi, legata a doppio filo. È come se la rinascita del centrocampista rossonero abbia determinato la ripresa del milan, e viceversa s’intende. Prestazioni e risultati soprattutto, che iniziano a scandire le domeniche (fino a poco tempo fa molto grigie) milanesi e milaniste. No nessun miracolo, la squadra, si è ripetuto tante volte non era scarsa, mancava qualcosa nella testa, quella giusta scossa che collegasse idee e piedi. Il calcio si sa, è sport che parte e nasce dalla mente e se la stessa non è lucida poi in campo sei in balia della prevedibilità e quasi sempre di sconfitte. È una piccola rivoluzione che inizia anche dalla panchina, Mister Rino, arrivato in mezzo a mille difficoltà sembra sguazzarci nelle pressioni, e come un navigatore in un mare in burrasca ha fatto la cosa più semplice o più difficile (dipende poi dai punti di vista), rassicurare i suoi marinai. Il nuovo allenatore ha saputo portare quella motivazione, e quell’elettricità giusta per tornare quanto meno in acque tranquille. Serviva forse uno che con il Milan ci è nato, si è costruito e ha vinto e vissuto. Serviva riportare la milanistità al centro di tutto e far capire l’importanza e il peso della storia. Sul campo per sua stessa ammissione c’è corrispondenza diretta, erede designato forse, il sergente Ringhio ha individuato nei muscoli eleganti di Frank degna continuità con le sue corse in mezzo al prato ai tempi d’oro. Scherzava il mister, glielo perdoniamo. “Ci somigliamo è vero, però lui ha molta più qualità, e 7-8 gol nei piedi a stagione”. Parole che sembrano cura rigenerante per l’Africano, di nuovo in marcia, di nuovo leader, di nuovo lì nel mezzo, come una volta faceva il suo mister. Un avvio degno delle aspettative, il primo gol a Crotone, poi i risultati deludenti del suo Milan inziano a intristire le giocate del ragazzo che, progressivamente si adagia al livello della ciurma. La crescita arriva da Rino e con Rino, che si innamora delle qualità del ragazzo, e rivedendosi in lui  lo stimola lo punge, lo motiva. Sa che se il livello delle prestazioni dell’Ivoriano è direttamente proporzionale ai risultati del suo Milan. L’ultima uscita, in quel di Cagliari è prova definitiva. Forza e talento, muscoli corsa ma non solo. I rossoneri vanno sotto, Barella apre il piatto, Donnarumma apre il guantone, e sbaglia. 1 a 0. Il Milan è l’unica squadra a non aver mai preso 3 punti da situazioni di svantaggio. Serve una svolta. Arriva puntuale, Kalinic sta volta fa la cosa giusta, corpo a protezione della palla, e piede avversario che sgambetta. Giù e penalty. Kessie va e non sbaglia, palla da una parte, salutato Cragno che va dall’altra. Infallibile sui rigori sono 5 su 5 in Serie A. La rimonta si completa sul solito asse fortunato, il 7 e il 79 sulla ruota di Milano trovano il jackpot, l’attaccante protegge la sfera in area, aspetta l’arrivo del compagno, che scarica il piazzato della rimonta. Non succede più nulla e sorpasso. Il Milan ha vinto ancora, sulle spalle larghe del suo ragazzo in maglia 79. Solo 22 anni, ma già leader, uno dei più presenti in stagione. Le gioca praticamente tutte, e adesso forse che stiamo vedendo il vero Kessie, quello ammirato a Bergamo. Molto si deve a lui, come sempre in questi casi, ma in parte a quel sergente che tanto di ferro poi non era. E allora sì, paragoniamolo pure a Gattuso, tanto non si offende nessuno. È la rinascita del Diavolo, e c’è tanto di questo giocatore, questo ragazzone Africano sempre sorridente, pardòn Ringhio.. 2.0 però.



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