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Man Of The Week: Luca Cigarini, ricomincio da qui!



C’è un momento della tua vita, o della tua carriera se sei uno sportivo, dove capisci che devi fare qualcosa, devi dare una svolta. Sono istanti precisi, attimi, piccole scosse eletricche che partono da dentro che innescano il cambiamento. Il calcio si sa, è sport che nasce dall’alto, la testa comanda i piedi eseguono. Per giocare bene devi avere calma e serenità. Il viaggio di questo ragazzo, che ormai tanto ragazzo non lo è più inizia tanto tempo fa, con Cagliari nel destino.

La prima chiamata arriva nel 2005, quando il suo ex allenatore nella Primavera Davide Ballardini, provò a portarselo a Cagliari dalla Sambenedettese. Il prodotto del settore giovanile del Parma aveva appena 19 anni, la risposta è categorica, rimandata al mittente: Luca Cigarini era il futuro del centrocampo parmense. Arriverà con  Claudio Ranieri l’esordio nel calcio che conta: 84 presenze e 5 gol con la maglia degli emiliani. Poi una stagione all’Atalanta, una nel Napoli, una al Siviglia, e ritorno a Bergamo: 5 anni di fila in nerazzurro, 181 presenze e 11 gol totali.

La seconda telefonata “sarda” è arrivate nell’estate del 2016 e stavolta è Luca che preferisce Genova, sponda Samp dell’amico Quagliarella: appena 4 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia. Una delusione non solo per Luca, ma anche per qualche fanta-allenatore come noi, che puntualmente glielo facciamo notare. “Luca sei una delusione, ho speso tanti fantamiliardi per averti nella mia squadra pensando a quel tuo gol contro il Milan, quando eri al Napoli. Che dici ti rifai o ti svincolo?”Pronta la risposta del Ciga: “Non sono io la delusione, sei tu l’allenatore scarso che mi ha preso”. Ironia, battuta pronta e tanta umiltà sono gli ingredienti del Ciga, amatissimo ormai dai suoi nuovi tifosi.

Cagliari nel destino, dunque… “Per come sto vivendo quest’anno mi piacerebbe chiudere la carriera qui”, ecco che arriva puntuale la dichiarazione d’amore ai microfoni post gara. L’inizio non è facile, con i tifosi rossoblù non scatta subito la scintilla. Ma si sa, ti rendi veramente conto che l’amore sta per nascere quando senti la mancanza e quando nel centrocampo rossoblù manca il Ciga sono dolori: nulla possono Andrea Cossu e Nicolò Barella in regia. Dalla dodicesima giornata il “professore” inizia le sue lezioni di calcio e i compagni capiscono che non possono più farne a meno: la sua gestione del pallone, le sue geometrie e i suoi passaggi smarcanti diventano la chiave delle giocate rossoblù. Il soprannome, azzeccatissimo, è nato negli allievi del Parma, dove Cigarini veniva spesso chiamato da Cesare Prandelli come “tappabuchi” durante gli allenamenti della prima squadra.

Veniamo al campo, che parla come sempre, e come sempre è unico e vero sovrano. Arrivano i primi bonus, due assist, seppur decisivi, non bastano però per entrare nel cuore dei tifosi: serve qualcosa di emozionante, di forte, che faccia vibrare il petto. È a Crotone il momento giusto… La squadra è in 10 e sotto per un rigore dubbio, giocatori e tifosi rossoblù si sentono perseguitati dalla sfortuna e dalla Var: ci pensa il Ciga. La sua punizione allo scadere del recupero del primo tempo è perfetta, ma vale “solo” un punto. Serve qualcosa in più, magari alla Sardegna Arena: quale occasione migliore di “castigare” anche la Spal e portarsi a più sette dalla zona calda? Il destro di Cigarini non perdona Alex Meret: sassata da fuori area, bacio al palo e abbraccio alla curva, scatta la festa. E finalmente è amore con la Sardegna Arena: “Eh Cigarini eccolo qua…” adesso si canta

Due reti in due partite, l’ultima risaliva a Torino-Atalanta, aprile del 2016, punzione identica a quella dello Scida. Il vento della Sardegna sembra essere nuova linfa per le giocate del n. 8 rossoblu. Nel suo viaggio del pallone, sono tante le tappe da ricordare come Siviglia, dove nella stagione 2010-2011 ha segnato anche due gol in Europa League. Solo una la rete con la maglia dell’Under 21, in 20 presenze. Poca, invece, la fortuna con la Nazionale maggiore, dove nonostante la convocazione dell’agosto del 2010 del suo mentore Prandelli, Cigarini non è mai riuscito a esordire. Adesso il presente si chiama Cagliari, chissà se dopo questa rinascita sarda il fanta-allenatore la penserà ancora allo stesso modo… Di certo per i tifosi rossoblù il Ciga è tutt’altro che una delusione, lui il Ciga ricomincia da qui!



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