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Man Of The Week: Davide Calabria, rinascere, crescere, VINCERE!



È un Milan diverso, nuovo forse, più deciso e più bello sicuramente. È un cambio radicale, testa e gambe che girano in sincrono (finalmente si direbbe) mente serena  gambe sciolte e un condottiero con la faccia buona in panchina. Sono questi gli ingredienti del Diavolo 2.0, che vuole dimenticare un brutto inizio per scrivere un finale alimentato da sogni europei. La faccia del Milan che sorride è nella forza e nello spirito dei suoi ragazzi, giovani cresciuti a pane e milanello. Il Milan nel cuore e sulla pelle. Sono i gol di Cutrone, che sanno di rinascita, sono le chiusure di Romagnoli finalmente cresciuto e diventato leader. Ma il vero simbolo della nuova era Milanista, è il ragazzo con il n. 96 sulla schiena e sulla carta d’identità. Le prestazioni iniziali incerte e i primi fischi di San Siro complice un livello mediocre dei suoi,  iniziano a infiltrare le prime crepe nella mente del ragazzo. Serve una svolta, l’uomo giusto al posto giusto. Le belle speranze e gli elogi verso il canterano rossonero non possono essere vane. Un settore giovanile in crescendo e il grande salto nei grandi come costanti del percorso di crescita del terzino. La svolta arriva con il sergente di ferro ma dal cuore d’oro. I Ringhio boys non sono solo brutti e cattivi, le trame di gioco iniziano a diventare efficaci, la difesa torna super e compatta. Ma più di tutti è forse Davide Calabria il manifesto del Gattusismo. Le prestazioni iniziano a salire di livello, gioca un calcio ordinato, attento, sempre. Arrivano anche i primi bonus, 3 assist ravvicinati e il segmento della felicità è presto fatto. L’asse che porta dal destro di Davide ai blitz di Jack che legge i traversoni ad arcobaleno del compagno e va in porta. Il climax della stagione di Calabria tocca il punto massimo nell’ultima tappa Romana. Il dirimpettaio e rispettivo duellante del giorno è un certo Diego Perotti, che appare solo alla lettura delle formazioni iniziali. Il milanista copre e chiude tutti gli spazi, il fenomeno giallorosso cancellato dall’out di destra. Confronto stravinto con il collega Kolarov. Non si è terzini moderni se non si attacca possibilmente meglio di come si difende, si sa, e allora il laterale si traveste da terzino brasiliano. La retroguardia della Lupa non è la solita imperforabile diga, c’è la corsa di Calabria che non può fermarsi, lo spazio è aperto, l’attacco alle spalle della linea difensiva è visto e servito da Kalinic, il resto è ovazione. Giù il cappello. Lo spicchio rossonero (ma anche qualche tifoso di casa) può solo applaudire. Freddezza glaciale e scavetto a salutare Alisson in uscita. La corsa e l’abbraccio con i tifosi sono la consacrazione forse definitiva, pace fatta quello sicuro. Lucchetto al match, 0-2. Vittoria fondamentale, l’ennesima per il Diavolo che insegue adesso sogni Champions. Sogni proibiti qualche mese fa, adesso molto più vicini. È la rinascita di un Milan che gioca, vince, brilla. È la rivincita di Davide Calabria, il ragazzo con la faccia pulita, una faccia che finalmenteè tornata a sorridere come il suo Milan.



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