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TOP11 – 27a Giornata Serie A TIM

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L. Skorupski 7: Il suo Bologna finalmente raccoglie i frutti del bel gioco. Pavo e compagni restano a secco, anche grazie a un super Skorupski.

A. Sandro 8: Con l’Udinese, che spesso gli ha portato bene in carriera, sforna il pallone apri match per il baby Kean.

O. Aina 7: Entra a gara in corso e confeziona la sponda per la doppietta del gallo. Prezioso.

R. Gosens 10: Trova un gol senza angolo, da posizione quasi impossibile e decide la sfida del Marassi. Il secondo di fila.

B. Matuidi 10: Si iscrive anche lui alla festa bianconera. In tuffo di testa, serve il poker e il suo terzo stagionale.

L. Biglia 10: Rientra titolare dopo più di un girone di distanza e regala una gemma di bellezza assoluta. Punizione telecomandata che si spegne nel sette, e primo 10 in pagella della stagione.

J. Kucka 10: È linfa vitale per gli Emiliani. Il suo arrivo a gennaio, ha dato nuovo spirito alla mediana di D’aversa. Segna il più classico dei gol dell’ex e consegna 3 punti ai suoi.

E. Pulgar 10: Ci sono ancora tracce di Bologna tra i migliori della classe. Il centrale di Sinisa, si prende la responsabilità e trasforma il penalty. Tre punti d’oro per i Bolognesi.

P. Schick 10: Sor Claudio sin dal primo giorno del suo nuovo mandato nella capitale, aveva incensato il suo gioellino. “Ha tutto, dribling, giocate, gol, si farà amare”. Subito ripagato con una testata che vale i 3 punti. Sul carattere da tirar fuori ci sta lavorando il nuovo mister, la qualità, quella l’ha sempre avuta.

A. Belotti 13,5: Dopo il destro secco nel finale contro il Chievo, arriva una doppietta scaccia fantasmi e Frosinone. Ribalta lo svantaggio con una girata volante da “Gallo”. Adesso, Andrea non ti fermare più.

M. Kean 14: Nella signora piena di stelle, sul palcoscenico venerdì notte ci sale un classe 2000. Conferma di avere un feeling innato con la porta avversaria quando alla prima da titolare gli bastano una ventina di minuti per buttarla giù due volte. Si procura anche il penalty, ma la tripletta sarebbe stata troppo, e Max lascia l’incarico a Emre. Predestinato.

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